Prime Visioni
La Regione Lazio a sostegno del cinema indipendente
Nell'ambito del progetto Lazio Film Care in collaborazione con MiBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Comune di Roma
Un numero consistente di prodotti cinematografici di qualità, italiani e stranieri, ogni anno non raggiunge le sale. Eppure questi film hanno tutte le caratteristiche per attrarre il pubblico cinematografico attento e interessato al cinema indipendente.
L’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio intende favorire le esperienze cinematografiche realizzate con qualità e talento che, per errate logiche commerciali, sono state finora escluse dai circuiti distributivi, PRIME VISIONI è la prova di questa attenzione. Con il sostegno alle sale coinvolte nel progetto e l’efficace selezione di una commissione di esperti, all’interno di PRIME VISIONI saranno distribuiti "La Rieducazione","Ossidiana", "Storie d'armi e di piccoli eroi", i film selezionati tra quelli pervenuti. Perché qualità e idee non restino invisibili.
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Un giovane laureato della provincia romana passa le giornate facendo volontariato in parrocchia, finché il padre non lo spinge ad affrontare le responsabilità della vita vera: prima a lavorare come muratore, poi fuori casa e senza sostegno familiare. Per il ragazzo sarà davvero dura.
Il film smaschera le ipocrisie, le falsità e la doppiezza dei protagonisti, dipingendo un quadro desolante del mondo del lavoro al giorno d'oggi.
La rieducazione, realizzato in un suggestivo bianco e nero, sgranato e volutamente imperfetto, con soli cinquecento euro da Amanda Flor, collettivo di Tivoli, si impone per realismo, freschezza e profondità. Il cast, composto interamente da non professionisti, dà vita a personaggi così comuni da essere a tratti familiari e riconoscibili nelle loro piccole miserie quotidiane.
La Rieducazione
Italia, 2006
Commedia drammatica
Durata: 96’
Regia: Davide Alfonsi, Alessandro Fusto, Daniele Guerrini, Denis Malagnino
Produzione: Amanda Flor
Interpreti: Marco Donatucci, Denis Malagnino, Pablo Sallusti, Gianluca Tiberi, Daniele Malagnino, Massimo Pasquali, Daniele Guerrini, Alessandra Alfonsi, Don Romano, Alessandro Fusto, Elisabetta Bugatti
Sceneggiatura: Davide Alfonsi, Denis Malagnino, Daniele Guerrini
Fotografia: Alessandro Fusto
Montaggio: Alessandro Fusto, Daniele Malignino
Amanda Flor è un collective-mind attivo nella provincia est di Roma da circa 4 anni, composto da Davide Alfonsi, Alessandro Fusto, Denis Malagnino, Daniele Guerrini. Tra gli obiettivi del collettivo la volontà di lasciare emergere le particolarità socio-antropologiche del territorio in modo discreto, senza forzare storie e personaggi.
La struggente utopia della perfezione, del rigore e della giovinezza di Maria Palliggiano, giovane pittrice napoletana, moglie di Emilio Notte, protagonista delle avanguardie artistiche e direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, è raccontata in questo film, che entra in un tempo ancora poco esplorato dalla storia dell'arte italiana. Gli Anni ‘60 furono portatori di grandi aperture nella pittura e nelle arti visive, ma furono anche i tempi in cui iniziava a delinearsi il rischio della separazione tra corpo e spirito.
In
Ossidiana questa dicotomia appare in tutta la sua tragicità nella vita di Maria, sospesa tra gli ideali di ricerca e amore e i ruoli di moglie, madre ed artista. Prevarrà il pregiudizio, che la costringerà a subire torture psichiatriche per portarla ad una normalizzazione per lei inaccettabile.
Ossidiana
Italia, 2007
Drammatico
Durata: 100'
Regia: Silvana Maja
Produzione: Silvana Leopardi e Vincenzo Di Marino per Artimagiche srl
Interpreti: Teresa Saponangelo, Renato Carpentieri, Andrea Renzi, Vincenza Modica, Tina Femiano, Marco Manchisi, Stefania De Francesco, Alessandro Cione, Pio Di Stefano
Soggetto e sceneggiatura: Silvana Maja, Rolando Stefanelli
Fotografia: Roberta Allegrini
Montaggio: Giò Giò Franchini
Silvana Maja, scrittrice, giornalista e fotoreporter napoletana, ha raccontato per lunghi anni le donne: dalla condizione delle lavoratrici in Meridione, India e Sud-Est asiatico, al disagio psichico e relazionale. A Roma dal 1997, ha fondato, con artisti e scrittori, Studiaperti & Artisti Associati, un gruppo con il quale progetta eventi culturali tesi all'avvicinamento diretto e costante tra artisti e pubblico.
Kakà Shirin è un giovane ragazzo afgano che perde i genitori a causa di un bombardamento nel 2001. Da quel momento, la vita sua e della sorellina cambia radicalmente: va a Kabul dalla zia vecchia e quasi cieca e si arrangia con mille lavoretti, fino ad un incontro risolutivo, per una vera rinascita.
Storie d’armi e di piccoli eroi racconta le trasformazioni e la crescitadi Kakà e del mondo che lo circonda dal 2003 al 2006. È anche la Storia parallela di. Mr Walì, l'assistente sociale che ha l'incarico di trovare bambine e bambini che possano frequentare la scuola Aschiana, un centro dove si insegna a leggere e a scrivere - ma anche l'arte di un mestiere - ai bambini che lavorano per le strade e che sono orfani, ma che allo stesso tempo sono dei capifamiglia. Un documentario che narra ciò che non avrebbe dovuto essere e ciò che invece, per fortuna, è.
Storie d’armi e di piccoli eroi
Italia, 2008
Documentario
Durata: 98'
Regia: Isabella Sandri e Giuseppe M. Gaudino
Produzione: Gaundri srl
Interpreti: Kakà Shirin Nazirullah, Mr. Walì Baaen
Soggetto e sceneggiatura: Isabella Sandri, Giuseppe M. Gaudino
Fotografia: Isabella Sandri, Giuseppe M. Gaudino
Montaggio: Isabella Sandri, Giuseppe M. Gaudino
Isabella Sandri, laureata al D.A.M.S. di Bologna e diplomata in Regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, ha partecipato alle attività del gruppo di formazione e produzione Ipotesi Cinema diretto da Ermanno Olmi dal 1985 al 1991. Dal 1987 collabora con la RAI come regista e sceneggiatrice.
Giuseppe Gaudino, diplomato in Scenografia presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli e in Regia al Centro Sperimentale di Roma, dal 1983 realizza documentari. Con Isabella Sandri realizza O’ Ciuna nel 2002 e Materiali a confronto nel 2003.